Violetta Valery Lisette Oropesa

Alfredo Germont Saimir Pirgu

Giorgio Germont Roberto Frontali

Direzione Daniele Gatti

Il periodo tragico che il mondo sta vivendo e che penalizza in particolare il mondo dello spettacolo e della cultura ha aperto alla sperimentazione di nuovi linguaggi e di nuove forme espressive che offrano la possibilità di mantenere un contatto con altre modalità di espressione artistica e in primo luogo con i teatri. Il teatro dell’opera di Roma, nell’impossibilità di realizzare la stagione musicale e operistica è riuscita ad offrire al pubblico oltre allo streaming alcune realizzazioni operistiche in forme diverse ma tali da riuscire a portare nelle case e ad un pubblico vasto la musica colta e l’opera. Sono da ricordare il Rigoletto estivo realizzato nello spazio del Circo Massimo , Il Barbiere di Siviglia e ieri la Traviata, opere trasmesse da Rai 3 che hanno visto un numero altissimo di partecipazione.

La Traviata, opera molto conosciuta di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, rielaborazione del romanzo La dame aux Camelias di Alexandre Dumas (figlio) andato in scena il 6 marzo 1853. trasmessa in prima sera da Rai 3 è stata realizzata con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Mario Martone. Il maestro Gatti si è attenuto rigorosamente e con rispetto alla partitura, offrendo precisione negli attacchi e Martone si è mostrato, come già nel precedente Barbiere rossiniano, grande organizzatore degli spazi teatrali del Costanzi e di acuni esterni, resi necessari per questa realizzazione in forma mista di teatro, cinema e televisione, anche se in alcuni casi gli spazi non destinati alla messa in scena hanno offerto l’idea di un eccesso d’invasività.

Nove telecamere hanno seguito operatori, orchestra e cantanti per quattro giorni di registrazione.negli spazi interni: foyer, scale, palchi, platea, camerini, ed esterni: Terme di Caracalla per il viaggio di Alfredo verso Parigi e per il duello con il barone Duphol, e le adiacenze del teatro (via Torino) per le feste di Carnevale e i balli di strada.

Centro della scena lo splendido e pesantissimo lampadario con cristalli di Boemia , guardato dagli spettatori con un certo timore durante gli spettacoli, uno dei più grandi e sfarzosi d’Europa, collocato in basso al centro della platea vuota ad illuminare la ricchissima tavola sulla quale si mangia e si brinda , mentre Violetta cerca di nascondere tossendo il male che la condurrà presto alla morte. I vestiti ottocenteschi sono sontuosi, soprattutto quelli di Lisette Oropesa, firmati Anna Biagiotti e recuperati da magazzini e laboratori del teatro. Il clima è quello delle feste di una classe sociale gaudente e corrotta nella quale dominano i vizi e la prostituzione, mondo del quale Violetta è vittima, vittima di un falso perbenismo sociale dal quale ogni sforzo e possibilità di redenzione risulta inutile e perdente. Martone sottolinea l’ambiente in cui alcune prostitute contano nelle mani i denari ricevuti dietro ai tendaggi, il letto che domina la scena è quello in cui i convitati alle feste gettano i cappotti con disprezzo, gesto che ricorda chi sia Violetta. Il letto sarà anche quello della felicità recuperata nell’amore per Alfredo e quello di morte. Germont dopo aver distrutto la vita del figlio e quella di Violetta tirerà una corda e farà crollare tutto ciò che è stato costruito con fatica per recuperare dignità e felicità. Le coreografie e i richiami simbolici sono molteplici.

Protagonisti Lisette Oropesa (soprano), Violetta, bella e disinvolta dalle notevoli capacità interpretative, voce chiara, talvolta forse troppo spostata sul registro alto, Saimir Pirgu (tenore ), Alfredo, capacità interpretativa, anche se la vocalità presenta qualche debolezza, Roberto Frontali (baritono), Germont convincente dal punto di vista vocale e interpretativo . Anastasia Bordldyreva (Flora), Roberto Accurso (barone Douphoul). Gli altri interpreti appartengono alla Young artist program opera Roma: Angela Schisano, Arturo Espinosa, Rodrigo Ortiz, Andrei Ganchuk.

Corpo di ballo del teatro dell’opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato, Coro diretto da Robero Gabbiani. Orchestra del teatro dell’opera di Roma.

Un lavoro di grande impegno nella prospettiva cinematografica, che non può comunque sostituire il teatro d’opera dal vivo, al quale, pur apprezzando il risultato, speriamo tutti di tornare in tempi brevi.

Pina Giacomazzi

Regia Mario Martone