Regia Gianmaria Aliverta

La Lira di Orfeo

Direttore Luca Guglielmi

Proiezioni video luci Elisabetta Campanelli

Aci Raffaele Pe

Galatea Giuseppina Bridelli

Polifemo Andrea Mastroni

Il teatro municipale di Piacenza, in seguito all’annullamento dello spettacolo di apertura della stagione operistica 2021 a causa dell’epidemia Covid, ha offerto tuttavia al pubblico la possibilità di una visione in streaming, che ha consentito, nonostante i limiti, di poter assistere ad una esecuzione molto interessante e coinvolgente della serenata Aci, Galatea e Polifemo a tre voci di #Haendel raramente in scena.

Un’esecuzione dal vivo in Italia risale , in forma di concerto, all’ottobre 2018 nell’ambito del festival Purtimiro di Lugo diretta dal maestro Alessandrini. (Recensione su questo blog) La lira di Orfeo la propone in forma scenica, rivista attraverso frammenti del manoscritto Egerton 2953 della British Library London. La versione scelta si riferisce al libretto napoletano del 1713, scritta per il matrimonio del duca d’Alvito con Beatrice di Sanseverino su libretto di Niccolò #Giuvo, ispirato al noto episodio delle Metamorfosi di #Ovidio. La favola pastorale ebbe diverse versioni fino al 1739. Il tema è la costanza d’amore, argomento encomiastico e a Napoli ebbe come interprete in versione priva di scenografia, il famoso #Senesino.

Raffaele Pe ha lavorato alla revisione di alcune variazioni della partitura napoletana che prevedeva per il ruolo di Aci un soprano, per quello di Galatea un contralto, invertendo le due vocalità, mentre il ruolo di Polifemo è sempre rimasto affidato ad un basso. Tema della serenata è la fedeltà, la costanza in amore.

La versione della Lira di Orfeo prevede una breve introduzione strumentale e un allestimento scenico interessante e rispondente al racconto: un piano inclinato davanti al quale scorre un flusso digitale che riproduce il fiume . Sullo sfondo scorrono immagini acquatiche:mare in burrasca, lingue di fuoco, colori diversi che richiamano la natura e le sue variazioni. Il rosso riconduce al sangue di Aci , sparso per amore, ucciso per gelosia da Polifemo e dall’amore trasformato in fiume, metamorfosi che permetterà il ricongiungimento nell’abbraccio con l’amata.

I costumi sono semplici e contemporanei, solo Polifemo si distingue per un abbigliamento volutamente trascurato in cui domina il verde della maglia.

Le tre voci sono quelle di Raffaele Pe (controtenore)nel ruolo di Aci,dal timbro e dal registro vocale di grande eleganza ed espressività. Con la sua presenza scenica e le notevoli doti interpretative riesce a comunicare momenti d’intensa commozione ed espressione dei sentimenti. L’aria “l’alma col sangue” è un largo haendeliano di grande coinvolgimento. Di notevole impatto emotivo l’inutile lotta contro Polifemo con i guantoni da pugile, destinata alla sconfitta. Giuseppina Brindelli (mezzosoprano) è una Galatea dalla vocalità chiara ed espressiva, brillante nelle agilità. Andrea Mastroni (basso) è un Polifemo convincente con la sua presenza scenica e una vocalità d’eccezione dal timbro e dal registro grave, profondo, espressivo.

Il direttore Luca Guglielmi dirige al clavicembalo strumenti d’epoca in cui dominano legni e flauti, espressione degli affetti.

Uno spettacolo misurato, coinvolgente, necessario nel momento cupo in cui tutti viviamo, nella speranza di poter tornare nei teatri per godere dal vivo di questi momenti di liberazione dello spirito che solo la vera arte può donare.
Grazie a chi nonostante la chiusura dei teatri ha voluto offrire un momento di liberazione e godimento estetico ad un pubblico partecipe e affezionato.

Pina Giacomazzi