ORCHESTRA LA LIRA DI ORFEO

Luca Giardini violino concertatore
Gian Andrea Guerra, Sara Meloni, Laura Comuzzi-violini primi
Claudia Combs, Giorgio Tosi, Diego Castelli- Violini secondi
Valentina Soncini-viola
Alessandro Palmeri -violoncello
Alberto Lo Gatto-contrabasso
Giovan Battista Graziadio -fagotto
Rei Ishizaka-Prisca Comploi– Oboi
Egon Lardeschneider, Michael Pescolderung-corni
Chiara Granata -arpa
Davide Pozzi– clavicembalo

con la partecipazione di Raffaella Lupinacci

La sera del 23 gennaio 2020 il teatro Argentina di Roma, per la  stagione concertistica della Filarmonica,  ha proposto uno straordinario concerto barocco che ha visto protagonista assoluto, accompagnato dall’ensemble, da lui stesso fondato, La lira di Orfeo, il controtenore Raffaele Pe, oggi fra i più apprezzati e raffinati interpreti del genere. L’artista nel 2019 era stato vincitore del premio “Abbiati”  per il progetto discografico dedicato alla figura di Giulio Cesare.

La scelta della Filarmonica romana è veramente singolare se si pensa che l’assassinio delle Idi di Marzo avvenne  nell’area del teatro Argentina, proprio nella parte sotterranea.

Fra ‘600 e ‘700 i libretti delle opere, in italiano, contribuiscono alla diffusione della nostra lingua in Europa e non solo, attraverso il mecenatismo delle corti, presso le quali si trovano musicisti e librettisti. Personaggi del mondo classico diventano esempi di virtù, magnanimità, successo militare e altro, ma anche espressione di sentimenti. La figura di Giulio Cesare, celebrata solitamente per il valore militare e per la morte violenta, viene recuperata nelle arie proposte da questo singolare concerto, nei sentimenti più profondi, nell’amore, nella fragilità psicologica, negli “affetti”.

Le arie scelte, comprese nella prima metà del ‘700, tutte presenti nel Cd, recuperate attraverso un attento lavoro di ricerca, non sempre in Italia, prive di recitativi  spesso non ritrovati, sono di autori poco conosciuti di area lombarda, a dimostrazione del successo riscontrato da Haendel con il suo Giulio Cesare in Egitto.

Haendel è presente nel concerto con due arie tratte da quest’opera (libretto di Nicola Francesco Haym): la celebre aria Va Tacito e nascosto e Son nato a lagrimar in duetto con la mezzosoprano Raffaella Lupinacci. Le altre arie sono tratte dal Cesare in Egitto di Geminiano Giacomelli (libretto di Giacomo Francesco Bussani e Goldoni): Il Cor sdegnato, dal Giulio Cesare in Egitto di Carlo Francesco Pollarolo (libretto di A.Ottoboni). Sdegnoso turbine, dal Cesare in Egitto di Niccolò Piccinni (libretto di Bussani) Spargi ormai di dolce oblio, Saprò d’ogni alma audace dalla Morte di Cesare di Francesco Bianchi (libretto di Gaetano Sertori) I brani cantati sono intermezzati dalle sinfonie del Cesare in Egitto di G.Giacomelli, di Haendel, e della Morte di Cesare di F.Bianchi.

Foto Marta Cantarelli per Filarmonica Romana

Raffaele Pe domina la scena non solo con il canto, ma anche attraverso spiegazioni dei brani, contenute e chiare, utilissime per un pubblico con conoscenze spesso carenti della musicalità barocca e che dimostrano la sua accurata preparazione non solo musicale e, l’attento studio del periodo storico al quale si è dedicato. La vocalità è estesa, raffinata, calda, fortemente resa l’interpretazione soprattutto nei  brani nei quali domina l’espressione degli “affetti”. Un grande protagonista e una promessa di un prestigioso futuro. Perfetta la sintonia nel duetto con Raffaella Lupinacci (mezzo soprano) e con l’ensemble.

Un concerto che permette di comprendere la varietà degli stili della musica del ‘700 e la grande ricchezza musicale di questo secolo. Ci auguriamo che i teatri possano proporre sempre maggiori spettacoli operistici e concertistici di questo periodo.

Raffaele Pe con La lira di Orfeo continueranno il tour, già proposto a Milano e Padova, a Malta, a Londra e a Halle, la patria di Haendel.

Calorosi e numerosi  applausi, due bis da Haendel, fra i quali la celebre aria lascia che io pianga.

Giuseppina Giacomazzi

Foto Marta Cantarelli per Filarmonica Romana